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Privacy GDPR

Registro dei trattamenti, informative, nomine, DPIA e DPO esterno: costruire una conformità che si possa dimostrare, non soltanto dichiarare

Reg. UE 2016/679

Non basta essere conformi: bisogna dimostrarlo

Il Regolamento europeo si regge sul principio di accountability: ogni scelta sui dati — base giuridica, tempo di conservazione, misura di sicurezza — deve essere tracciata e motivata, e l’azienda deve poterla documentare in qualunque momento.

Il punto debole più frequente non è l’informativa sul sito, ma la catena dei fornitori: gestionali in cloud, agenzie, consulenti del lavoro e manutentori IT che accedono ai dati senza un contratto ex art. 28.

I tre pilastri

Cosa rende la conformità dimostrabile

Il GDPR chiede tre cose insieme: che ogni trattamento abbia una base giuridica valida, che sia minimizzato rispetto alla finalità dichiarata e che le misure di sicurezza siano adeguate al rischio per i diritti degli interessati.

La differenza pratica è tutta qui: un registro compilato una volta e mai più aggiornato è il primo rilievo che emerge in un’istruttoria del Garante.

📁
Mappatura
trattamenti reali
🔒
Sicurezza
misure adeguate
🔖
Tracciabilità
scelte documentate

Come funziona

Come si costruisce il sistema privacy

Si parte dai flussi di dati che l’azienda ha davvero, non da un modello precompilato.

1Assessment

Interviste alle funzioni e analisi dei sistemi per ricostruire finalità, basi giuridiche, categorie di dati, destinatari e tempi di conservazione.

2Gap analysis

Report delle non conformità con classificazione del rischio e piano di adeguamento con priorità, tempi e responsabili assegnati.

3Adeguamento

Registri, informative, nomine e procedure; revisione dei contratti con i fornitori; definizione delle misure tecniche insieme all’IT.

4Mantenimento

Formazione del personale, audit periodici, gestione delle richieste degli interessati e degli eventuali data breach.

Il regolamento in sintesi

Documenti, sanzioni, Data Protection Officer

Tre elementi che conviene conoscere prima di decidere come muoversi.

Documenti
L’impianto minimo da avere

Non esiste un pacchetto uguale per tutti: l’elenco dipende dai trattamenti effettivamente svolti dall’organizzazione.

Quasi sempre necessari:
  • Registro dei trattamenti del titolare (art. 30)
  • Informative per clienti, dipendenti, candidati e fornitori
  • Nomine degli autorizzati e istruzioni operative
  • Contratti di responsabile esterno ex art. 28
  • Procedura data breach e registro delle violazioni
Conseguenze
Le sanzioni a carico del titolare

Il massimo edittale arriva a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo, ma nella pratica pesano anche i provvedimenti correttivi.

Cosa può disporre il Garante:
  • Pecuniarie fino a 20 M€ o 4% del fatturato globale
  • Limitazione o divieto temporaneo del trattamento
  • Ordine di conformare i trattamenti alle prescrizioni
  • Cancellazione dei dati trattati illecitamente
  • Risarcimento del danno agli interessati (art. 82)
Controllo
Il Data Protection Officer

La nomina è obbligatoria in tre casi e facoltativa negli altri: se il DPO viene nominato, valgono comunque per intero gli obblighi degli artt. 37-39.

Obbligatorio quando:
  • Ente pubblico o organismo di diritto pubblico
  • Monitoraggio regolare e sistematico su larga scala
  • Dati particolari o giudiziari su larga scala
  • Contatto pubblicato e comunicato al Garante
  • Indipendenza e assenza di conflitto di interessi

Contenuto informativo a carattere generale. L’individuazione degli adempimenti applicabili richiede l’analisi dei trattamenti effettivamente svolti.

Quando serveNessuna soglia dimensionale

Il GDPR si applica a qualsiasi organizzazione che tratti dati personali, dallo studio professionale alla multinazionale. Cambia la profondità degli adempimenti, non il fatto di esservi soggetti.

🏛Vigilanza attiva
Istruttorie e ispezioni del Garante anche su singola segnalazione

Accertamenti della Guardia di Finanza su delega dell’Autorità
🔗Integrazione con altri sistemi
Si appoggia allo stesso impianto organizzativo del Modello 231

Converge con le misure di sicurezza informatica già adottate

Da non sbagliare

Tre errori che rendono inutile l’adeguamento

!Il registro fotocopia

Un registro dei trattamenti generico, che non rispecchia i software e i fornitori realmente in uso, non regge il confronto con un’ispezione.

!I fornitori senza nomina

Gestionali, cloud e agenzie che trattano dati per conto dell’azienda senza contratto ex art. 28 espongono il titolare, non il fornitore.

!Il consenso usato per tutto

Il consenso non è la base giuridica universale: usarlo dove servirebbe il contratto o l’obbligo di legge rende il trattamento contestabile.

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